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Questo Blog è stato aperto inizialmente con l'idea di supporto al pellegrinaggio da Lourdes a Fatima a piedi. Dopo aver aperto il Blog, ho pensato che può essere un mezzo con il quale condividere nella web la mia vita, i miei pensieri.

Este Blog ha sido abierto inicialmente con la idea de apoyar el peregrinaje desde Lourdes hasta a Fatima a pie. Después de haber comenzado el Blog, he pensado que podría ser un medio con el cual compartir mi vida y mis pensamientos en la web .

I've opened this Blog with the idea to support the pilgrimage from Lourdes to Fatima on foot. After opening the Blog, I thought it could be a good medium for sharing my life and my thoughts.
Sunday, 11 July 2010


06.00… Wru!!! Wru!!! Wru!!! La sveglia suona, è ora. Mi alzo, si alza anche Enzo, ci laviamo, prepariamo gli zaini, facciamo colazione, il tempo giusto di salutare Juan Louise e di corsa alla cripta. Un merlo è all’entrata, passeggia. Il merlo è stato un uccello che sempre mi ha seguito nel mio pellegrinaggio di 5 anni fa., e con sorpresa lo rivedo. Cinque anni fa, tre, quattro merli, solevano seguirmi durante il giorno, il perché non l’ho mai capito. Ascoltiamo la messa, facciamo la comunione, e dopo la messa viene a salutarci una volontaria, che aveva letto sul mio pellegrinaggio, ed è voluta venire a salutarmi. Ci siamo fatti un paio di foto, e sono voluto andare alla grotta, dove c’era un’altra messa che ho voluto ascoltare e rifare la comunione. La prima messa l’ho dedicata a tutte quelle persone che conosco e che non conosco, che sarebbero volute essere lì, per iniziare il pellegrinaggio, ma che per svariati motivi, non sono potute venire. Quindi, simbolicamente, ho partecipato alla messa pensando anche a loro, ed è come se anche tutti voi c’eravate.




Durante la messa nella grotta, un merlo vola davanti alla Madonna e si poggia dove ci sono i pellegrini. Guardando bene, poi, mi rendo conto che c'era lo stendardo della Madonna di Bonaria, la patrona della Sardegna, incredibile, è venuta a salutarmi anche lei! Sicuramente perché qualche volta le ho detto che non si occupa di me, invece, eccola là, Grazie Mamma (Madonna di Bonaria). Dopo la messa, riempiamo le borracce d’acqua, saluto la Madonna di Lourdes, alla quale chiedo la protezione per il cammino, e ci rechiamo ad accendere una candela, che io accendo per tutte quante le persone a me care, e a tutte le persone che conosco e non conosco, e che in qualche modo sono legate a me con questo cammino.



Finalmente il cammino ha inizio, il cielo è coperto di nuvole, c’è un po’ fresco. La camminata si svolge pressoché in pianura, siamo ad una altezza che varia tra i 385 metri e i 340 metri. Il paesaggio è molto bello, verde. Ci sono tante belle case, con le persiane e le finestre colorate con svariati colori dell’arcobaleno, che rendono ancor più bello il paesaggio. Per mangiare ci fermiamo a Betharram, dove c’è anche un interessante monastero. Nel bar dove decidiamo di mangiare, non avevano cibo, per cui ci prendiamo un succo e un gelato. Il proprietario del bar, dopo che ha capito che eravamo pellegrini, ci ha regalato un paté fatto da loro e una baguette. Alle 16.00 circa, arriviamo sotto un sole cocente, a Asson, dove il parroco da un appartamentino per 10 euro a testa. Io sono stanco, oggi, il problema è che m è ritornata la febbre, che fortunatamente mi passa senza prendere pastiglie, sul tardi. Io e Enzo andiamo a comprare viveri, e verso l 20.00 ceniamo. Io ho le gambe distrutte, oggi abbiamo fatto 23,3 km. Non è tanto, ma essendo la prima tappa, il corpo ha bisogno di ambientarsi e prendere il ritmo! Adesso vado a letto, sono le 23.32, se no domani non mi sveglio presto! Una abbraccio a tutti!


Oggi è il 9 luglio, il giorno prima della mia partenza, finalmente andrò a fare il bagno alla piscina. Purtroppo la febbre ancora non è passata, ma non fa niente, non è molto alta. Arrivo alle piscine insieme a Enzo, che ha voluto accompagnarmi. Fortunatamente non c’è tanta gente, ci sediamo e pazientemente aspettiamo il nostro turno, nel mentre una voce all’altoparlante recita il rosario alterna dolo nelle varie lingue europee, con prevalenza in italiano, inglese e francese. Davanti all’entrata, in grande c’è scritto “Andate a bere ed a lavarvi alla fontana” e “Drink at the spring and bathe in its waters”. Sta per toccare a noi, e vado a prendere un depliant che spiega il significato del bagno, di cui faccio la trascrizione letterale:


“ALLA SORGENTE PER BERE E LAVARSI”

SIETE venuti alle piscine di Lourdes per bagnarvi nell’acqua della Sorgente che Maria fece scoprire a Bernadette, sotto la terra sul lato destro della Grotta.

Era il 25 febbraio, la nona apparizione, proprio quella centrale della serie delle 18 apparizioni di Massabielle. Bernadette sentì la Signora dirle: “Le dispiacerebbe di camminare sulle ginocchia… di mangiare quell’erba… PER I PECCATORI? VADA A BERE ALLA SORGENTE E A LAVARSI”.

Bernadette eseguì questi gesti con fatica. La terra era sporca, l’erba amara e l’acqua ripugnante. I testimoni, fino allora entusiasti, quel giorno si scandalizzarono, furono urtati, si rivoltarono. Bernadette fu schiaffeggiata, insultata e infine condotta davanti al Procuratore.

In quella giornata drammatica, che ricorda il Venerdì Santo, lei spiegò con calma che aveva fatto tutte quelle cose “PER I PECCATORI”. E, a cominciare da quel giorno, una preghiera grave e compassionevole segnò la sua vita. Cominciava a scoprire il mondo dei “peccatori fratelli nostri”, di cui la Signora le aveva parlato il giorno prima, dicendole: “Penitenza, preghi per la conversione dei peccatori”.
Il volto di Maria le era apparso così triste che Bernadette ne aveva pianto. Nel vangelo della Messa si leggeva, in quel momento, l’episodio del Cuore di Gesù Crocifisso, da cui sgorgarono Sangue e Acqua.

Ecco il contesto che ci permette di cogliere il significato dell’ACQUA di Lourdes:

-ACQUA che ricorda l’amore del Cristo che donò la vita “per i peccatori”;

-ACQUA che rimanda al battesimo che ci ha resi figli di Dio;

-ACQUA che ci invia al Sacramento della Penitenza, nel quale Dio ci offre il perdono, la purificazione, la riconciliazione.

È proprio perché abbiamo bisogno di rinascere, d’essere perdonati, purificati, riconciliati, che veniamo a quest’ACQUA, ricordando la Parola di Gesù:

“Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come la Scrittura: fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”

L’evangelista commenta:
“Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui”
(Gv 7, 37-38)


Finalmente ci fanno entrare, ci si siede in delle panche, ci sono delle stanze, separate solamente da delle tende a strisce bianche e blu, che da quasi la sensazione di essere a uno stabilimento balneare. Il silenzio e la vista di qualche ammalato, ti riporta al presente, si vedono tante persone che hanno il proprio corpo sofferente. Ogni qualvolta una persona esce da una stanza, viene fatta entrare una nuova persona. Adesso è il mio turno, mi fanno entrare nella stanza. Si è sempre seguiti da qualcuno, non ti lasciano mai solo. Entro, ci sono 6 sedie, il pavimento è umido, ci sono 6 persone, di cui 3 sedute in attesa, solamente con gli slip, una persona che si sta rivestendo e un volontario che mi spiega che mi devo togliere la roba. Io mi cambio, rimango solo con i miei boxer neri, e osservo in silenzio. Ho un po’ di febbre, ma non mi preoccupo, l’unica preoccupazione è l’acqua fredda. Il mio pensiero va a quando avevo 8 anni, perché ero venuto a Lourdes in viaggio con mia madre, e mi aveva fatto fare il bagno nella piscina, ricordo solamente un panno bagnato che mi avevano arrotolato al corpo, e il momento in cui due persone mi avevano immerso nella vasca. Sono seduto, non ho fretta, osservo chi è seduto, cosa fanno, forse mi estraneo da tutto perché non mi ricordo niente, solamente una persona che si avvicina, mi tocca e mi dice che è arrivato il mio turno. Si aprono le tende, entro, le tende si richiudono. Rimango immobile ad osservare, davanti a me vi è una vasca, profonda un 80 cm più o meno. Ci sono delle persone, tre, mi guardano, sono vestite di celeste, sono dei volontari, come tutti d’altronde qui a Lourdes. Uno di loro, mi si rivolge in italiano, capisco che mi devo girare, un altro, mi mette un asciugamano per coprirmi, mi tolgo i boxer, mi avvolge un telo ghiacciato intorno alla vita, emetto un piccolo urlo! Mi guardano, e dico, è freddo! Due di loro non parlano, solo uno parla, mi dice di scendere i gradini della vasca e di percorrerla fino al muro, dove vi è una statua di Nostra Signora di Lourdes. Gli altri due stanno attenti a che non scivoli. Arrivo al muro, e c’è silenzio, nessuno parla, mi faccio il segno della croce, poi il solito signore vestito di celeste, l’uomo che parla, mi dice che mi posso raccogliere. Mi raccolgo per qualche istante, già avevo formulato lei intenzioni dentro il mio cuore. Il mio cuore ardeva dal desiderio di purificazione dal peccato, di rivivere il battesimo e di riconciliarmi con Dio. Recito una preghiera a voce alta, in questa atmosfera surreale. Eravamo in quattro, ma mi sembrava di essere solo. Ad un certo punto, l’unico che parla, mi dice di lasciarmi cadere nel vuoto all’indietro, così faccio, i due volontari che non parlano, mi prendono durante la caduta e il io mio corpo s’immerge nell’acqua di Lourdes a 12 gradi. Mi sembrava che tutto si fosse svolto a rallentatore, ho sentito l’acqua di Lourdes fredda, bagnare il mio corpo, viene un forte brivido di freddo e poi, tutto d’un tratto, mi sono ritrovato in piedi nuovamente, completamente bagnato. L’uomo che parla mi si avvicina, con una brocca piena d’acqua, me la versa nelle mani, mi lavo il viso, mi bagno la testa. Dopo il bagno si recita:

- “Nostra Signora di Lourdes. Prega per noi!
- “Santa Bernadette. Prega per noi!

Un volontario che non parla, mi copre con un telo, mi tolgo il telo bagnato, mi rimetto il mio boxer nero, saluto, esco e in silenzio mi rivesto senza asciugarmi. Mi sento bene, esco fuori, mi siedo, e mi rivivo la bellissima esperienza.

Finito il bagno, ne approfitto e vado a farmi vedere da un medico, il quale mi dice che ho bisogno degli antibiotici, che gentilmente, senza farmi pagare niente, me li da. Dopo di che, vado nuovamente a scrivere al computer per il blog e a comprare il nastro azzurro e giallo da mettere dietro lo zaino, come simbolo del cammino a Santiago e a Fatima. Il tempo scorre veloce e arriva l’ora della cena. Dopo cena, alle 21.00 vado alla processione che dalla grotta va al piazzale principale di fronte alla Basilica e che si svolge con le candele accese. Si canta e si recita il rosario. Rientro al rifugio, preparo lo zaino e vado a letto, domani è il grande giorno, si parte!


Oggi è 8 luglio, mi alzo alle 8 circa, faccio colazione nel rifugio, e mi reco a trovare la Madonna, ma prima mi fermo nel palazzo della riconciliazione e mi confesso con un prete spagnolo, visto che non c’era nessuno. Subito dopo mi reco alla grotta, dove è apparsa la Madonna, nel preciso momento che sta per iniziare la messa internazionale, la ascolto e faccio la comunione. Prego anche la Madonna di Lourdes per tutte quelle persone, che attraverso il blog, e-mail, mi hanno chiesto qualche preghiera da rivolgere a Nostra Signora di Lourdes. Dopo la fine della messa, vado verso le piscine, per farmi il bagno nell’acqua che della Sorgente che Maria fece scoprire a Bernadette, sotto la terra sul lato destro della Grotta, ma sfortunatamente era chiuso, per cui decido di recarmi il giorno dopo, e di dedicare il tempo al blog. Finisco di pubblicare il primo articolo che è quasi ora di cena, per cui rientro al rifugio per cenare. È arrivata una nuova pellegrina, una ragazza tedesca, che camminava dalla Germania a piedi, molto simpatica, solo che parlava solo tedesco, e durante la cena, mi spiegava le sue avventure in tedesco, nonostante anche a lei le ho spiegato che non parlo tedesco. Quindi alla ragazzo che faceva volontariato per aiutare Juan Luis, che parlava tedesco, le ho chiesto la gentilezza di tradurmelo. Ho pensato, che avrò che tutti mi parlano in lingue che non capisco, e insistono! Mi sto iniziando a preoccupare! Scherzo! Deve essere che sono simpatico! Verso le 23.00, arriva Enzo, è un signore italiano calabrese, ma vive da tanti anni a l’Aquila. Enzo a letto il mio blog, e vorrebbe iniziare il cammino con me, ma solo fino al 18 luglio, poi deve andare via, perché non ha tempo. Passo il tempo fino alle 01.00 scrivendo.

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