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Questo Blog è stato aperto inizialmente con l'idea di supporto al pellegrinaggio da Lourdes a Fatima a piedi. Dopo aver aperto il Blog, ho pensato che può essere un mezzo con il quale condividere nella web la mia vita, i miei pensieri.

Este Blog ha sido abierto inicialmente con la idea de apoyar el peregrinaje desde Lourdes hasta a Fatima a pie. Después de haber comenzado el Blog, he pensado que podría ser un medio con el cual compartir mi vida y mis pensamientos en la web .

I've opened this Blog with the idea to support the pilgrimage from Lourdes to Fatima on foot. After opening the Blog, I thought it could be a good medium for sharing my life and my thoughts.
Tuesday, 27 July 2010
 Il cammino da Najera


Sono le due del mattino, in silenzio mi infilo nel mio sacco a pelo, e decido di mettermi i tappi alle orecchie, così domani posso dormire un po’ di più. Alle sette mio sveglio, sistemo lo zaino e mi preparo per andare in un bar, voglio scrivere della giornata di ieri, ancora non l’ho fatto. Incontro all’entrata Simona e decidiamo di andare insieme a fare colazione. Chiacchieriamo, Simona, deve rientrare mi pare il 7 agosto in Italia, ma è troppo presto, non riesce a finire il cammino. Quindi le consiglio di andare a Villafranca del Bierzo, sono sette tappe fino a Santiago de Compostela, almeno così finisce il percorso. Il cammino deve essere adattato alle proprie esigenze. Saluto Simona, ci scambiamo le e-mail per rimanere in contatto, e mi cerco un bar poter scrivere di ieri. Finisco di pubblicare intorno alle 14.00, quindi vado in un negozio d’alimentari che sta per chiudere, mi compro un po’ di frutta, lomo, due pomodori, e un gelato, e mi metto in cammino, con un bel sole in cielo perfetto per abbronzarsi! 


 Un momento di riposo


Cammino rapido, e arrivo dopo un’ora al primo paese che si chiama Azofra e che dista sei km all’incirca. Qui mangio un pincho di tortilla e bevo un bicchiere di vino rosso, riempio la sacca dell’acqua, e riparto. Percorro altri 10km fino a Cirueña, e arrivo verso le 18.00. 

 Azofra

Il tempo anche qui, di riempire la sacca dell’acqua, e via fino a Santo Domingo de la Calzada. 


Monumento moderno per il pellegrino che va a Santiago de Compostela

A Santo Domingo de la Calzada ci sono due rifugi per i pellegrini, uno appartiene alla Abazia Cistercense Nuestra Señora de la Anunciación e fanno pagare 5 euro, così mi riferiscono alcuni pellegrini, e l’altro, che si chiama Rifugio Casa del Santo, è di una confraternita locale, bellissimo, sembra un hotel a 4 stelle ed è gratis e ha una capienza di 100 posti letto. 

 Santo Domingo de la Calzada

Qui mi viene di fare una riflessione, un rifugio si fa pagare, tra l’altro meno confortevole, mentre l’altro, di lusso per un pellegrino, è gratis, con una offerta libera. 

Rifugio casa del Santo


La cucina del rifugio casa del Santo


 La sala da pranzo con i divani in pelle e la televisione nella casa del Santo.

La sala computer della casa del Santo


Una veranda esterna della casa del Santo.


Qui si può osservare come uno privilegi il cammino dell’anima, e l’altro metta al primo posto un tornaconto personale. Perché non ragionano nello stesso modo? Entrambi sono strutture religiose, perché? Mentre mi facevo la doccia, mi è venuto un proverbio, l’abito non fa il monaco! Questa è la verità, non è da pensare che se ci rivolgiamo a un prete, per un consiglio, per una qualsiasi cosa, troviamo un’accoglienza impeccabile. Non è così, ci sono preti, frati, che ci accolgono a braccia aperte, mentre altri, pensano solo a se stessi. È una realtà per cui non possiamo fare nulla purtroppo, tranne che essere diversi, noi prima di tutto. Io ogni giorno che sono accolto a braccia aperte, ricevo qualcosa, e quel qualcosa è amore, che mi riempie, e che devo dare al prossimo! Ma se non lo riceviamo non lo possiamo dare. E’ importante amarsi, perché il nostro amore, l’amore per noi stessi, ha un ruolo fondamentale nella nostra vita. L’amore per noi stessi a volte può essere accompagnato da malinconia, tristezza, solitudine, ma in quel momento siamo con noi stessi, soli ma stiamo bene, anche se spesso non ce ne rendiamo conto, perché non siamo abituati alla tristezza, allo stare soli con noi. Rimanere in solitudine, non è da tutti. Ci sono persone che scappano dalla solitudine, e con mille pretesti cercano sempre di fare qualcosa, di essere impegnati, ma stanno solo scappando. Queste mie parole non vogliono affermare che dobbiamo stare soli, ma che noi siamo importanti, l’amore si dà con la consapevolezza, con la volontà. Oggi ho fatto varie riflessioni sulla giornata di ieri, sul luogo in cui ho dormito. Vi ho raccontato che l’albergo era bellissimo, pavimenti in legno, soffitti in legno, pulitissimo organizzatissimo. Eppure, devo confessare che nonostante tutta l’attenzione ai particolari, era freddo. Lo Hospitalero, impersonava il ghiaccio assoluto, non mi ha accolto a braccia aperte, no, era una persona fredda come se fossi stato in un hotel, rigido, ci parlava con regole, orari da rispettare, non ci guardava negli occhi con amore, no, nonostante fosse gentile ed educato. Perché, nella vita non siamo fatti tutti uguali, ognuno di noi ha i propri limiti, e quindi dobbiamo accettarli, non possiamo trovare, ne cercare negli altri la perfezione. Neppure nelle persone che lavorano all’interno della chiesa, possiamo trovare la perfezione, io ne ho conosciute tante, persone attaccate ai soldi, persone con la paura dei soldi, ma e anche persone sante, come un frate che è morto in odore di Santità, si chiamava Fra Nazareno di Pula. Per lui c’è una causa di beatificazione in corso. In realtà basta guardare la televisione, leggere i giornali, storie di santi, storie di uomini della chiesa arrestati per cose abominevoli, ma anche per affari sporchi, e così via. Ci sono molte differenze nella chiesa, e anche durante il cammino si trovano persone con tante differenze, persone amabili, altre meno. Perché? Perché tutti siamo in cammino, poi poco è importante chi è più amabile rispetto a un altro, quello che io cerco è di essere più amabile io, migliore con me stesso, tutto il resto non conta, conta ciò che noi vogliamo, ciò che noi portiamo avanti. Oggi, l’albergo del pellegrino dove ho dormito, mi ha fatto ragionare, bello ma, freddo, quindi, in una scala di valori, cos’è più importante, mi chiedo camminando. Ieri mentre scrivevo, dopo che velocemente mi sono fatto la doccia, ho lavato la roba, sono andato di corsa a comprarmi qualcosa da mangiare, si sono collegati con skype in video conferenza Tere e Pilar dal rifugio di Arres, che seguono appassionatamente il blog. Pilar mi ha spiegato il motivo per cui c’è un gallo dentro la cattedrale. 


 La cattedrale di Santo Domingo della Calzada



Nel XVI secolo, una ragazza di Santo Domingo de la Calzada, si innamorò di un giovane tedesco che era accompagnato dai suoi genitori, in pellegrinaggio verso Santiago de Compostela. Il giovane tedesco rifiutò l’amore della ragazza, e quindi lei per vendicarsi del suo rifiuto, nascose una coppa d’argento nel suo bagaglio, e ne denunciò il furto. La coppa d’argento fu trovata nel bagaglio del ragazzo tedesco, e fu condannato all’impiccagione, e l’unica cosa che rimase da fare ai poveri genitori affranti dal dolore, fu pregare a San Giacomo. Quando si avvicinarono al corpo del figlio, oramai impiccato alla forca, udirono il figlio dire che è vivo per grazia di San Giacomo. Quindi i genitori andarono dal magistrato a dire che il miracolo, era la testimonianza dell’innocenza del proprio figlio. Il magistrato fu interrotto mentre mangiava, e seccato disse che il loro figlio era vivo come il gallo e la gallina che stava per mangiare, prima che lo interrompessero con questa incredibile storia. In quel momento, il gallo e la gallina, saltarono dal piatto e si misero a cantare. 






Per questo motivo, nella cattedrale vi è un gallo e una gallina nell’altare, e anche nell’albergo dove ho dormito, fuori in un cortile interno. 






 Dopo questa curiosa scoperta, ho continuato a scrivere, fino a che è stato possibile, poi lo hospital inesorabilmente alle 22.30 è arrivato a mandare tutti a letto come i bambini. Ho tentato di continuare nel mio letto, ma avevo paura che la luce dello schermo potesse disturbare i pellegrini che dormivano, per cui ho deciso di spegnere e di infilarmi nel sacco a pelo! Una’altra giornata si è conclusa, un abbraccio a tutti quanti.

TRADUCCIÓN AL ESPAÑOL
26 de Julio 2010
NÁGERA- SANTO DOMINGO DE LACALZADA (21Km)


Son las dos de la madrugada, en silencio, me meto en mi saco de dormir, y decido ponerme tapones en los oídos, así mañana puedo dormir un poco más. A las siete me despierto, preparo mi mochila y me voy a buscar un bar; quiero escribir la jornada de ayer, ya que todavía no lo he hecho.

En la entrada encuentro a Simona y decidimos ir juntos a desayunar. Simona me parece que tiene que volver a Italia el 7 de agosto, es demasiado pronto, no logrará terminar el camino. Por lo tanto le aconsejo que vaya al Bierzo y que salga desde allí, son siete etapas hasta Santiago de Compostela, al menos así termina el recorrido. El camino debe ser adaptado a sus necesidades. Saludo a Simona, nos intercambiamos los e-mails para permanecer en contacto, y me busco un bar poder escribir la joranda de ayer. Acabo de publicar en el blog alrededor de las 14.00 horas, así que me voy a una tienda de alimentación que está a punto de cerrar, me compro un poco de fruta, lomo, dos tomates, y un helado, y me pongo en camino, con un hermoso sol en cielo, ¡perfecto para ponerse moreno!

Camino rápido. En una hora llego al primer pueblo que se llama Azofra que se encuentra 6 km aproximadamente. Aquí como un pincho de tortilla, me tomo un vaso de vino tinto y relleno la cantimplora con agua. Recorro otros 10 km hasta Cirueña; llego hacia las 18.00 horas.

En Santo Domingo de la Calzada hay dos refugios para los peregrinos, uno pertenece a la Abadía Cistercense de Nuestra Señora de la Anunciación y cuesta 5 euros, así me dijeron algunos peregrinos, y el otro, que se llama el refugio Casa del Santo, que pertenece a una comunidad local, es hermoso, parece un hotel de 4 estrellas y es gratis. Tiene una capacidad de 100 plazas.

Esto me hace reflexionar: un refugio en el que te hacen pagar, entre otras cosas es menos confortable, mientras que el otro, de lujo para un peregrino, es gratis.

Aquí se puede ver cómo una orden da prioridad al alma del camino y la otra da prioridad el sacar beneficio para sí misma.  ¿Por qué no razonan del mismo modo? Ambos son estructuras religiosas, ¿por qué? Mientras me tomo una ducha, me ha venido a la cabeza un refrán: ¡el hábito no hace al monje!

Esta es la verdad, cuando nos dirigimos a un sacerdote, para un consejo, para cualquier cosa, no siempre encontramos una acogida impecable. No es así. Hay sacerdotes, frailes, que nos acogen con los brazos abiertos, mientras que otros, sólo piensan en sí mismos. Es una realidad en la que por desgracia, no podemos hacer nada, salvo ser nosotros diferentes ante este hecho. Cada día que pasa, me han acogido con los brazos abiertos, recibiendo algo, y ese algo es amor, que me llena, ¡y que debo dar al prójimo! Pero si no recibimos amor,  no lo podemos dar. Es importante amarse, porque nuestro amor, el amor por nosotros mismos, tiene un papel fundamental en nuestra vida. El amor por nosotros mismos a veces puede ser acompañado de melancolía, tristeza, soledad, pero en ese momento, que estamos con nosotros mismos, estamos bien. A menudo no nos damos cuenta de ello, porque no estamos acostumbrados a la tristeza, porque como antes he dicho, no estamos acostumbrados a estar solos con nosotros mismos. Permanecer en soledad, no es para todos. Hay personas que huyen de la soledad, y con mil pretextos siempre tratan de hacer algo, de ser comprometidos, pero tan sólo están huyendo. Estas palabras no quieren decir que debemos estar solos, sino que nosotros somos importantes, el amor se da con la conciencia, con la voluntad.

Hoy he hecho varias reflexiones sobre el día de ayer, sobre el lugar en el que he dormido. Ya conté  que era un albergue hermoso, con suelos y techo de madera, pulcro y organizado. Sin embargo, debo de confesar que a pesar de toda su atención, el albergue era frío. El alberguista era como el hielo, no me acogió con los brazos abiertos, no; era una persona fría como si hubiese estado en un hotel, rígido, hablaba imponiendo reglas, horarios para respetar, no nos miraba con amor, no, a pesar de que era amable y educado. Ya que en la vida no estamos hechos todos iguales, cada uno de nosotros tiene sus límites, y por lo tanto debemos aceptarlos, no podemos encontrar o buscar en los demás la perfección. Ni siquiera en las personas que trabajan dentro de la Iglesia, podemos encontrar la perfección, yo he conocidas a tantas... personas obsesionadas por el dinero, personas con miedo al dinero, pero  también personas santas, como un monje que ha muerto santo, se llamaba Nazareno de Pula. Para él existe una causa de beatificación en curso. En realidad basta con mirar la televisión, leer los periódicos, historias de santos, historias de hombres de la iglesia detenidos por hacer cosas abominables y también por asuntos sucios, y así sucesivamente. Hay muchas diferencias en la iglesia, como también durante el camino se encuentran personas con tantas diferencias, personas amables, otras menos... ¿Por qué? Porque todos estamos en el camino, no es más importante quién es el más amable, sino que yo intente cada día ser más amable, y estar mejor conmigo mismo, todo el resto no importa, importa lo que nosotros queremos, lo que nosotros llevamos adelante. Hoy, el albergue del peregrino donde he dormido me ha hecho reflexionar: bonito pero, frío; por lo tanto, en una escala de valores, ¿qué es más importante?, me pregunto al andar.

Ayer mientras escribía, después de darme una rápida ducha, he lavado la ropa , me he ido a comprar cualquier cosa para comer, y me he conectado con skype en vídeo conferencia con Tere y Pilar del refugio de Arres, que siguen apasionadamente el blog. Pilar me explicó el motivo por el que hay un gallo dentro de la catedral:

En el siglo XVI, una chica de Santo Domingo de la Calzada, se enamoró de un joven alemán que estaba acompañado por sus padres, en peregrinación hacia Santiago de Compostela. El joven alemán negó el amor a la chica, y por tanto, ella para buscar venganza a su rechazo, metió una copa de plata de su familia en el equipaje del joven para denunciar el hurto. La copa de plata fue encontrada en el equipaje del chico alemán, por lo que fue condenado a la horca. La única cosa que pudieron hacer los pobres padres del joven fue rezar a Santiago Apóstol y seguir su camino. De regreso de Compostela, no pasaron a dar crédito cuando descubrieron que su hijo seguía vivo en la horca, milagrosamente sostenido y protegido por Santo Domingo. Fueron a decírselo al juez del pueblo, que en aquel momento estaba en la mesa a punto de comer un plato de pollo. Al oír lo que le afirmaban los padres, replicó con ironía: "Esta historia es tan verdadera como que este gallo y esta gallina van a levantarse del plato y cantar." Así lo hicieron las aves, ante el asombro de todos.

Después de este curioso descubrimiento, he continuado escribiendo, hasta que me ha sido posible continuar: el alberguista a las 22.30 horas nos ha enviado a todos a la cama como los niños. He intentado seguir en mi cama escribiendo, pero tenía miedo de que la luz de la pantalla pudiera perturbar a los peregrinos que dormían, por lo que he decidido apagar el ordenador y meterme en mi saco de dormir.¡¡Otro día concluido!!

¡¡Un abrazo para todos y todas!!






Monday, 26 July 2010
LA FESTA DI  SAN GIACOMO
25 LUGLIO 2010




Oggi mi sveglio alle 6.00, vado a fare colazione nella sala dove ieri sera abbiamo cenato. Gli hospitaleros hanno preparato il caffè, scaldato il latte, e messo marmellate con svariati gusti, burro, miele, fette biscottate e biscotti e cacao. Mi siedo a tavola, e mi gusto la mia colazione, con calma, senza fretta, assaporando il momento, l’attimo che mai più tornerà. 

 La torre in cui siamo saliti ieri notte

Prima di uscire, saluto i vari pellegrini, compagni di del cammino. Sono le 07.40 e mi metto in cammino. Attraverso la città di Logroño deserta, oggi è domenica, la domenica del 25 luglio, oggi, è la festa di San Giacomo apostolo. In Santiago de Compostela oggi è stata aperta la porta Santa e si apre ufficialmente “l’Anno Santo Jacobeo”. La tradizione vule che la porta Santa si attraversi al contrario, il simbolo della redenzione e del passaggio a una nuova vita, una uscita alla luce che è simbolizzata attraverso l’uscita del pellegrino attraversando una apertura del tempio fino alla uscita del Sole, che assomiglia al mito descritto nella Caverna di Platone. L’Anno Santo Jacobeo si manifesta quando la festa di San Giacomo apostolo accade di domenica, ciò si manifesta ad intervalli regolari di 6-5-6-11 anni. Il prossimo Anno Santo Jacobeo si celebrerà nel 2021. Il primo Anno Jacobeo fu proclamato dal Papa Callisto nel anno 1126, la grazia dell’anno giubilare consiste fondamentalmente in una indulgenza plenaria (completa) del perdono della pena che spetta per i peccati commessi. Per ottenere L’indulgenza occorre:
1. Recarsi alla cattedrale di Santiago de Compostela in pellegrinaggio
2. Recitare alcune preghiere (Il Credo, un Padre Nostro e pregare per le intenzioni del Papa) e assistere alla Santa Messa.
3. Ricevere il sacramento della penitenza(può essere 15 giorni prima o dopo) e fare la comunione.



Il primo paese che trovo si chiama Navarrete, mi fermo e mangio due fette di tortiglia e bevo due bicchieri di vino tinto della Rioja, anche perché dovrò camminare senza fermarmi fino a Najera. All’uscita di Navarrete vi è un monumento fatto a una pellegrina belga, Alice Graemer, morta in un incidente di traffico. Oggi il sole splende nel cielo azzurro, ogni tanto qualche nuvola passeggera passa davanti al Sole, dandomi un momento di ristoro. 

 I vigneti della Rioja

Dopo la pausa cammino molto spedito, veloce. Il cammino oggi non è particolarmente difficile perché si svolge quasi tutto in pianura. Devo cercare di arrivare presto, perché oggi è domenica e voglio andare a messa, anche se la messa di ieri è valida per oggi, ma io voglio assistere nuovamente. Il cammino è piacevole, ammiro gli immensi vigneti, che si perdono nell’orizzonte. Finalmente arrivo a Najera, sono le 14.30 no mi fermo a mangiare da nessuna a parte. Di fronte all’albergo municipale passa un fiume e nelle sue sponde vi è un magnifico prato verde. Vedo dei tavoli con tanta roba da mangiare, c’è una festa, ho ancora lo zaino in spalla, una signora mi mi chiama, e mi dice di avvicinarmi, sono invitato a mangiare! Fantastico, dopo 29 km, arrivare alla meta, e vederti offrire il pranzo, essere accolto, è fantastico. 



Mi tolgo gli scarponi, e mi viene offerto uno spezzatino di carne con patate, e un ottimo bicchiere di vino rosso! Qui conosco altri pellegrini italiani che arrivano da Torino e Milano. Mangio, chiacchiero e mi gusto questo nuovo regalo Divino! È fantastico! Lo spezzatino è molto buono, e ne mangi tre piatti. Poi mi viene offerta una fetta d’anguria, i dolci, il caffè e il un liquore! 



Sono veramente molto gentili. Ana, chi mi chiamò appena mi vide arrivare, mi spiegherà dopo che oggi festeggiano la festa di San Giacomo, e io, ovviamente mi lascio andare nel mangiare, per festeggiare la domenica e San Giacomo! 


 Ana la Hospitalera


Dopo pranzo, faccio una doccia, mi sistemo nel letto numero tre della camerata con circa un 80 posti letto. Prendo il computer e mi vado a sedere nell’entrata, dove vi sono dei tavoli con delle panche, per scrivere qualcosa, ma è già tardi, la messa è alle 19.00, per cui mi reco al monastero. Appena rientro dalla messa, Ana mi vede e mi chiama e dicendomi di seguirla. 



Mi porta con altri pellegrini, in una via lí vicina, dove ci fanno vestire con delle maschere, a me mi danno la parte del re, è il fantoccio più grande, devo entrare dentro e ci sarà una sfilata per le vie di Najera, per la gioia dei bambini, che ci guardano divertiti e alcuni terrorizzati. 







È stupenda anche questa giornata, io danzo con il fantoccio, che è leggermente pesante, e ho anche una sacca nelle spalle con il computer, ma la fatica non la sento, è veramente bello, cerco di fare anche molte foto per metterle nel blog. Quando finiamo la sfilata ci regalano una maglietta, una spilla e ci invitano a bere dal porrón, è un contenitore di vetro, bisogna bere portando il porrón in alto, cercando di non bagnarsi. Chiedo di farmi una foto, ma gli spagnoli, tardano apposta, scherzando, e quindi devo bere molto vino! 



Fortunatamente che quando cammini così tanto, sembra di bere acqua! La giornata sta per concludersi, oggi è stato un altro regalo della Divina Provvidenza, grazie di cuore mi Papà Celeste. Adesso voglio trascrivere una parte di una e-mail che ho ricevuto, e che vorrei condividere con tutti voi:

... Chri, sono andata in chiesa alle 9.30, mi ricordavo di una messa celebrata a quell'ora...ma il prete in estate celebra solo al mattino presto e alla sera. Così ho letto il vangelo e il pezzo di bibbia che avrei dovuto ascoltare oggi. Dice dell'importanza della preghiera, di quanto Dio sia padre buono che esaudisce sempre le preghiere dei suoi figli se sono sincere e oneste, allo stesso modo in cui farebbe un padre terreno coi suoi pargoli, allo stesso modo in cui farebbe un essere umano di fronte alle richieste di una persona in difficoltà.

Poi.. ho letto questa preghiera:
O mio caro Padre, tu mi hai dato questo nuovo giorno. Ti ringrazio. Tu sai quello che mi aspetta oggi e tutto quello che dovrò imparare, fare o sopportare. Come Gesù, tuo Figlio, io voglio dirti: Aiutami, allontana da me il male, dammi la forza e la saggezza, e fa' che le cose vadano per il meglio. Sia fatta la tua volontà buona e saggia!
Buon Dio, tu ti preoccupi di tutti: di quelli che hanno delle grandi responsabilità, di quelli che progettano il male, di quelli che soffrono anche se sono innocenti, di quelli che non hanno il coraggio di vivere o che avanzano senza scopo nella vita. Ed è per tutti loro che io voglio pregarti; affinché tu faccia girare per il meglio il loro destino, e la maggior parte degli uomini riconoscano il tuo amore, e si rimettano a te. Perché la tua vita è lo scopo del cammino di coloro che hanno fiducia in te.

Incomincio a scrivere la giornata del 24 luglio, vorrei scrivere anche quella di oggi ma lo faro domani, sono già le 02.00 del mattino, tutti i pellegrini già dormono! Vado a dormire!
Un abbraccio a tutti quanti!
Christian


TRADUCCIÓN AL ESPAÑOL 
25 Julio 2010- FIESTA DE SANTIAGO APÓSTOL 
LOGROÑO - NÁJERA (29 Km)

Hoy me he despertado a las 6 de la mañana, fui a desayunar a la sala donde ayer por la noche estuvimos disfrutando. El personal del albergue ha preparado el café, calentado el leche, ha puesto mermeladas con varios gustos, mantequilla, miel, rodajas tostado, galletas y cacao. Me llevo el desayuno a la mesa, y poco a poco lo voy tomando, con calma, sin prisas, saboreando el momento, un momento único, que nunca más volverá.

Antes de salir, saludo a los distintos peregrinos, compañeros del camino. Son las 07.40 y me pongo en camino. La ciudad de Logroño está desierta; hoy es domingo, el domingo del 25 de julio, hoy, es la fiesta de Santiago Apóstol. En Santiago de Compostela hoy se ha abierto la puerta Santa y con ella se ha abierto oficialmente el «Año Santo Jacobeo". La tradición dicta que la puerta Santa hay que cruzarla en el sentido contrario: es el símbolo de la redención y de paso a una nueva vida, una salida a la luz que está simbolizada mediante el peregrino que atraviesa una apertura del templo hasta la luz del sol. Esto me hace pensar que se parece al Mito de la Caverna de Platón. El Año Santo Jacobeo es aquel año en que la la fiesta de Santiago Apóstol cae en domingo; esto se manifiesta a intervalos regulares de 6-5-6-11 años. El próximo año Santo Jacobeo se celebrará en 2021. El primer año Jacobeo fue proclamado por el Papa en el año 1126. La gracia del año jubileo consiste fundamentalmente en una indulgencia plenaria (completa) del perdón, el perdón que corresponde por los pecados cometidos. Para obtener la indulgencia es necesario:
Ir a la catedral de Santiago de Compostela en peregrinación
Rezar algunas oraciones (el Credo, un Padre Nuestro y rogar para las intenciones del Papa) y asistir a la Santa Misa.
Recibir el sacramento de la confesión (puede ser 15 días antes o después) y hacer la comunión.

El primer pueblo que encuentro en la jornada de hoy se llama Navarrete, me paro para comer dos trozos de tortilla junto con dos vasos de vino tinto de la Rioja. Tendré que caminar sin parar hasta Nájera. En Navarrete encuentro un monumento dedicado a una peregrina belga, Alicia Graemer, peregrina que murió en un accidente de tráfico. Hoy, el sol brilla en el cielo azul, de vez en cuando alguna nube pasajera pasa delante del sol, disfruto del momento de descanso, de recuperación..

Después de la pausa camino muy rápido. El camino de hoy no es especialmente difícil porque es bastante llano. Tengo que intentar llegar pronto, porque hoy es domingo y quiero ir a misa, incluso sabiendo que la misa de ayer es válida para hoy, yo quiero asistir nuevamente. El camino es agradable, admiro los inmensos viñedos que se pierden en el horizonte.

Por fin llego a Nájera, son las 14.30 pero aún no me detengo a comer. Ante el albergue municipal pasa un río y en sus orillas hay un magnífico césped verde. Hay muchas mesas, en donde hay gente que parece que está a punto  de comer, es una fiesta, aún tengo la mochila en la espalda cuando una señora me llama y me dice que me siente con ellos, que me invitan a comer  ¡FANTÁSTICO! , tras 29 km de camino, llegar a la meta, y que la gente te salude ofreciéndote el almuerzo, acogiéndote, es genial.

Me quito las botas, y me ofrecen un trozo de carne con patatas, ¡y un excelente vaso de vino tinto! Aquí conozco a otros peregrinos italianos que llegan de Turín y de Milán. Como, bebo ¡y disfruto de  este nuevo regalo Divino! ¡Es fantástico! La carne está muy buena, y como tres planos. Luego me ofrecen los dulces, el café y ¡un licor!

Son realmente muy amables. Ana, la persona que me invitó a sentarme a comer en cuanto me vio llegar, me explica que hoy celebran la fiesta de Santiago Apóstol, yo por tanto, me dejo llevar para celebrar este día tan especial.

Después de comer, me ducho, y me echo en el la litera número tres de la habitación en la que hay aproximadamente unas 80 camas. Cojo el ordenador y me siento en una mesa, para escribir algo, pero es bastante tarde, la misa es a las 19.00 horas en el monasterio. Tan pronto regreso de la misa, Ana me ve y me llama para decirme que la siga.

Me lleva con otros peregrinos a una calle cercana. Allí nos dicen que nos pongamos unas máscaras, a mí me dan una que es el rey, es el títere más grande. Me dicen que me meta dentro, para comenzar el desfile por las vías de Nájera, para la alegría de niños, que nos miran disfrutado y... algunos también aterrorizados.

Es estupendo este día... yo danzo con el títere, que es ligeramente pesado, y a pesar de llevar  también un bolso en las espaldas con el ordenador, la fatiga ya no la siento, es realmente bueno; intento hacer también muchas fotografías para ponerlas en blog.

Cuando acabamos el desfile nos regalan una camiseta y nos invitan a beber del porrón; me encanta beber llevando el porrón en el alto. Pido que me hagan una foto, pero los españoles, bromean y tardan mucho, ¡para que yo beba mucho vino!

Afortunadamente cuando caminas tanto, ¡parece que en lugar de vino, bebes agua! El día se está terminando, hoy ha sido otro regalo de Divina Providencia, gracias de corazón a mi Padre Celeste. Ahora quiero transcribir una parte de un e-mail que he recibido, y que quiero compartir con todos vosotros:


... Chri, he ido a la iglesia las 9.30 ya que creía que había misa a esa hora... pero ahora el sacerdote al ser verano, celebra sólo la misa a la mañana temprano y a la noche. Aún así, por mi cuenta, he leído el Evangelio y el trozo de Biblia que habría tenido que escuchar hoy. Hablaba de la importancia de la oración, de lo bueno que es Dios Padre,  que siempre escucha las oraciones de sus hijos si son sinceras y honestas, del mismo modo en que haría un padre terrenal con su prole, del mismo modo en que haría un ser humano ante las peticiones de una persona en dificultades.

Luego... he leído esta oración: O mi querido Padre, Tú me has dado este nuevo día. Te doy las gracias. Tú sabes lo que me espera hoy y todo lo que debo aprender, hacer o soportar. Como Jesús, tu hijo, yo quiero que me ayudes a alejarme del mal; dame fuerza y sabiduría, y, que las cosas vayan por el mejor camino. ¡Se haga tu voluntad buena y sabia!

Buen Dios, Tú te preocupas de todos: de los que tienen las grandes responsabilidades, de los que proyectan el mal, de aquellos que sufren también si son inocentes, de los que no tienen el coraje de vivir o que avanzan sin un fin en la vida. Y es para todos ellos que yo quiero rezar; para que Tú les hagas avanzar por el mejor destino, y que la mayor parte de los hombres reconozcan tu amor. Porque la tu vida es el objetivo del camino de aquellos que tienen confianza en Tí.

Empiezo a escribir sobre la jornada del 24 de julio, quisiera escribir también la de hoy pero ya lo haré mañana, ya son las 02.00 de la mañana, ¡todos los peregrinos ya duermen! ¡Me voy a dormir! ¡Un abrazo para todos y todas!


 Los Arcos


Oggi mi sveglio alle 5.47, lo zaino l’avevo già preparato dal giorno prima, lo porto fuori dalla camerata per cercare di non disturbare nessuno, mi preparo e vado in cucina a fare colazione. Qui incontro puntuali, Victor e Carmine, faccio colazione e parto, sono le 06.27. C’à ancora un poco di buio, inizio il cammino un po’ dolorante, ma dopo una mezzora buona, i dolori passano. Verso le 8.00, arrivo al primo paese, che si chiama Torres del Rio. Mi fermo al primo bar, praticamente l’unico, faccio una seconda colazione conosco Fiona e Michel, due ragazze irlandesi, con cui chiacchiero un po’. Michel è al secondo anno di infermeria specializzata in psichiatria. 


Dopo aver finito la colazione, inizio il cammino e subito incontro ancora dentro Torres del Rio, la Chiesa di forma ottagonale del Santo Sepolcro, che forse fu costruita dai Templari. 













La chiesa Ottagonale del Santo Sepolcro a Torres del Rio


 Foto di gruppo con dei pellegrini

 Interno della Chiesa del Santo Sepolcro


Esco dal paese e continuo il cammino, il sole oggi è forte, ma il cammino è piacevole.

 Viana
 

Alle 11.10 entro a Viana, bella cittadina, dove vi è la tomba di Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro IV. Fu ucciso in un duello con Il conte Lerín vicino a Viana, ed è stato sepolto nella chiesa di Santa Maria a Viana. Era arrivato in Navarra solamente nel 1506. Quando arrivo nel centro storico, incontro tantissime persone vestite di bianco, con un fazzoletto rosso intorno al collo e una banda rossa nella cintura. Oggi c’è “el encierro”, si tratta di una festa tradizionale spagnola, con i tori. In pratica, fanno uscire i tori per le strade, che sono chiuse con delle staccionate di legno. 


Le persone si fanno rincorrere dai tori, qualcuno molte volte, non ce la fa, e viene incornato dal toro. Sono soprattutto persone inesperte, inglesi molte volte, che si ubriacano, e il toro li incorna senza pietà. Per molti è difficile capire perché agli spagnoli piaccia farsi inseguire dai tori, è una prova di coraggio per loro e una tradizione. 








Io quando arrivo, giocano con tori finti che spruzzano acqua, è per i bambini, alle 14.00 ci sarà quello vero, con i tori, ma io non rimango, ho ancora 10 km da fare. Rimango giusto il tempo di fare alcune foto e dei video, e di essere colpito dall’acqua e incornato da un toro! 






Il toro che mi ha incornato!


Riprendo il cammino e dopo un po’, supero il confine della Navarra ed entro in una nuova regione, la Rioja, rinomata per i suoi ottimi vini. 




Alle 14.30, sono finalmente a Logroño, un’altra meta è stata raggiunta! Sono felicissimo! Mi reco presso l’albergo parrocchiale. 

 Una pellegrina in cammino





L'albergo parrocchiale di Logroño


Suono, mi aprono e mi accolgono con molto amore, mi danno un materassino dove dormire, mi faccio la doccia, lavo la roba, e mi metto a lavorare per la pubblicazione del blog precedente. 








                                       
La sala dove si dorme                       


Mentre scrivo, alcuni pellegrini mi chiedono sul blog, sono curiosi anche di vedere le tappe che ho fatto. Un pellegrino messicano, Edoardo, è gentile e mi va a comprare una bottiglia di vino, che dividiamo con altri pellegrini. Il tempo scorre velocemente e arriva l’ora della messa. Vado a messa, domani è la festa di San Giacomo (Santiago), e ovviamente già dal sabato sera viene festeggiato. Io mi trovo nella chiesa di Santiago apostolo, mi chiedono di leggere alcune preghiere in italiano. 



Nella chiesa ci sono anche degli ecuadoriani, hanno dei vestiti super colorati, molto belli. Anche oggi fanno la benedizione del pellegrino, siamo fortunati, abbiamo tutti noi ricevuto una nuova benedizione! 

 La benedizione del pellegrino

Una immagine di una Madonna mi sorprende, si chiama la Madonna della Speranza, è bellissima e sorridente, si può invocare, e io l’ho invocata per tutti noi, affinché ci possa dare la speranza, e accendo un candela per tutti noi. 


La Madonna della speranza - La Virgen de la Esperanza



L’invocazione (Italiano-Español):

Oh Virgen de la Esperanza. Prostrado ante tus
Oh Madonna della Speranza. Prostrato davanti i tuoi
Plantas, bendigo al Señor que, desde la eternidad,
piedi, benedico il Signore che, dalla eternità
te distinguió entre todas las creatura para ser la
ti scelse tra tutte le creature per essere la
Madre de su Hijo hecho hombre:
Madre di tuo figlio fatto uomo:

• Cuida con solicitud maternal a todos los niños;
• Proteggi con amore materno a tutti i bambini;
• Mira compasiva a los jóvenes;
• Guarda con compassione a tutti i giovani;
• Haz que el pesimismo no se apodere de los infermo y atribulados;
• Fai che il pessimismo no si appropri degli ammalati e tribolati.
• Vela por los maestros y educadores;
• Veglia per i maestri e gli educatori
• Alienta a los que se dedican al apostolato seglar;
• Incoraggia alle persone che si dedicano all’apostolato secolare;
• Bendice a los sacerdotes y religiosos.
• Benedici i sacerdoti e y religiosi.

(Hágase ahora la petición que se desea
alcanzar y récese un “Pader Nuestro” tres “Ave Maria” y gloria”)

(Fare la richiesta che si desidera ricevere, recitare un “Padre Nostro” tre “Ave Maria” e “Gloria”)



Dopo la messa c’è la cena offerta dalla parrocchia, come d'altronde la cena. Io mi trovo tra persone che parlano solo inglese, la cena è piacevole e leggera. 

Un momento della cena

Dopo cena arriva Jose Ignacio, che è il parroco e ci informa che adesso c’è una meditazione libera nella chiesa, si passa per un passaggio segreto dal rifugio alla chiesa. Lo ripete in francese e un suo collaboratore in inglese, poi ci dice che non lo dice in italiano, perché gli italiani intelligenti lo capiscono, e io sottolineo, che tutti gli italiani sono intelligenti! Simona, una pellegrina italiana, applaude, e il parroco ci dice di non perderci nel passaggio segreto, e che non vuole perdere qualche italiano, che poi gli rimane nella torre a salire su e giù! 


 La meditazione


Dopo la meditazione, ci mettono il timbro nella credenziale s si ritorna nel rifugio, ma io, nel passaggio segreto trovo un’entrata con delle scale, le salgo, mi segue anche Simona, non finiscono più, fino a quando non arriviamo in cima alla torre, dove ci sono le campane. 


 L'interno della torre

È bellissimo, e scatto alcune foto della città di Logroño, capoluogo della Rioja. 

 Logroño

Riscendiamo le scale, e andiamo a dormire. Incontriamo a Jose Ignacio, il parroco, al quale gli faccio i complimenti per l’ospitalità. Lui mi dice che è normale, e io gli dico che non è così, non tutti i preti si comportano così, e gli racconto del prete di Estella. Mi confida che le offerte gli coprono abbondantemente le spese, e gli rimangono soldi, è molto felice, e non lo fa per soldi, ma per dare un supporto ai tanti pellegrini. L’aria che si respira è fantastica. Anche qui ci sono gli hospitaleros volontari dell’associazione che ha il simbolo della persona con le braccia aperte di Arrés e di Estella. È tardi, e si va a letto, già hanno spento tutte le luci. 

Un bacione, e buonanotte a tutti!

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